Cibi antisfiga e incidenti portasfiga 🙂

Ho talmente tante cose da fare ultimamente che mi rendo conto di scrivere poco… e gli unici momenti che ho sono la sera tardi!

Beh, visto che domani (oggi per chi leggerà) è venerdi 17 come non regalarvi un articolo sulla “SFIGA CULINARIA”. Non posso non raccontare a mezzo mondo dei disastri che a volte succedono in “lab” grazie a olio sale ecc, piuttosto che a casa, complice la mia dolce sbadata metà.

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Intanto , mi sembra doveroso dare una breve spiegazione sul perché venerdì 17 sia così temuto.

Si narra che di venerdì sia morto Gesù Cristo… e ok, ma per chi non crede?

Nell’antica Roma il 17 veniva scritto così XVII che anagrammato diventava VIXI o meglio tradotto con “ho vissuto” ergo “sono morto”, capite bene che non è così felice come anagramma.
Chissà come siete messi in quanto a superstizione. Io, col lavoro che faccio, l’ho messo da parte per l’improvvisazione… ora vi spiego meglio cosa intendo.

Vorrei raccontarvi di quanto la cucina possa mettere in pericolo le vostre vite giorno dopo giorno… ovviamente, non è così ma si sa, un pizzico di autoironia aiuta sempre!
La mia, di vita, è messa in pericolo ogni giorno per esempio.
Ieri sera, qualche ora fa appunto, preparando la cena, le è caduto il sale… Disgrazia!!!

Che poi, le fosse caduto in maniera “sommessa”, nooo! Lancio del barattolo con doppio carpiato dritto dritto sul pavimento.
La scena: il sale, come una bella nevicata in pieno dicembre, vola leggero sul pavimento… io sbianco!

Immobile la guardo, quasi le sorrido con gli occhi ma alla fine… non batto ciglio!

Forse è il caso di fare una breve carrellata degli “incidenti” portasfiga più comuni e del perchè lo sono, o forse, lo dovrei spiegare a lei, la mia lanciatrice di sale olimpionica.

Posare il pane capovolto porta male in quanto nella Francia di Carlo VII i panettieri mettevano così il pane destinato al boia per poterlo riconoscere. Occhio!

Parlando di sale, rovesciarlo è simbolo di grande disgrazia, perché il sale era preziosissimo e veniva usato in qualità di moneta, da qui nasce anche il termine “salario”. L’unico rimedio è lanciarsene qualche pizzico, di solito tre, dietro la spalla sinistra per accecare il demonio. (e qui “occhio” non ve lo dico 🙂 )

E ancora, l’olio. Rovesciare dell’olio era una grande sfortuna per il suo inestimabile valore, soprattutto nel dopoguerra (tuttora, se guardiamo il prezzo al litro di un buon olio extra vergine di oliva vediamo quanto può essere costoso). Per rimediare al fattaccio si dovrebbe versarci sopra del sale… ma essendo sale, si dovrebbe nuovamente accecare il demonio con i tre pizzichi dietro la spalla, sinistra mi raccomando, e a quel punto… sfiga vieni a me! O mamma che confusione 😁

Ed i gusci delle uova? Perdere qualche istante a frantumarli per bene prima di buttarli via, non lascerete spazio al demonio di farvici il nido no? Che poi si potrebbe sempre usare il sale… E potrei continuare…

Quindi, il lancio del sale (assolutamente involontario) l’abbiamo contrastato con un piatto portafortuna. Sì! Esistono un sacco di cibi portafortuna in tutto il mondo!

Per farvi un breve elenco possiamo trovare tanta fertilità nella melagrana, ricchezza nelle lenticchie, abbondanza nell’uva, longevità nei noodles.

Quindi libero sfogo alla fantasia e oggi preparate un pranzetto o una cenetta a base di questi alimenti anti-sfiga!

Che ne dite di farmi sapere com’è andata, poi?

Un abbraccio

Chef Nat

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